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Vino Marsala - Terre Arse Florio

Florio - Vino Marsala - Terre Arse Florio


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Vino Marsala - Terre Arse Florio


Vino Liquoroso (Marsala).
Classificazione del Terre Arse

Denominazione di Origine Controllata
Marsala (D.O.C.).

Vitigno del Terre Arse
Grillo a grappolo spargolo.

I anno di Produzione del Terre Arse:
Vendemmia 1981 nell'attuale veste, evoluzione grafica dell'antico vino Marsala Vergine Florio.

Zona di produzione del Terre Arse
Il vino Marsala Terre Arse è prodotto nelle Contrade di Birgi e Spagnola, nella fascia costiera a nord di Marsala.
La zona si caratterizza per terreni aridi, poco fertili, di origine siliceo-calcarea.

Altimetria
Vigneti affacciati al mare a ridosso delle spiagge.

Vigneti Terre Arse
Coltivati tipicamente ad alberello marsalese con densità di almeno 5.000 ceppi per ettaro.

Clima
Insulare con inverni piovosi ed estati torride, sferzate dai venti caldi dell'Africa.

Vendemmia del Terre Arse
Manuale, a maturazione avanzata, nell'ultima settimana di Settembre.

Vinificazione del vino Marsala Terre Arse
Pressatura di uve ad elevato tenore zuccherino così da passare al mosto le preziose sostanze contenute nelle bucce. Fermentazione a temperatura controllata e preparazione della concia con l'aggiunta, al vino ottenuto, del solo distillato di vino, secondo la tradizione del Marsala Vergine.

Maturazione e affinamento del Terre Arse
Almeno 8 anni in antiche botti in rovere da 1.800 litri.
Per l'affinamento il vino marsala Terre Arse passa almeno 6 mesi in bottiglia.

Degustazione
Il colore del vino Marsala Terre Arse è oro, con riflessi dorati.
Il profumo è di grande finezza, con sentore di mandorle amare e miele bruciato.
Il sapore è asciutto, eccezionalmente armonico, con aristocratico fondo di vaniglia e radice di liquirizia.
Il Terre Arse ha una gradazione alcolica di 19% in vol.
Il residuo zuccherino è di pochi grammi per litro.
La quantità prodotta è 25.000 bottiglie da 750 ml.
Il Terre Arse va servito a 8° - 10° C.
Il bicchiere consigliato è il calice a tulipano molto ampio, fine e trasparente.
Abbinamenti gastronomici del Terre Arse

Il Terre Arse è un vino Marsala raffinato ed eclettico; ottimo come aperitivo o abbinato a pesce affumicato e formaggi a pasta dura mediamente saporiti.
Il Terre Arse è un grande vino da meditazione.

Modo di Conservazione del Terre Arse
In ambiente fresco (13°-15° C), non umido e al riparo dalla luce.
Il vino Marsala Terre Arse, se conservato in cantine idonee, non ha praticamente limiti di conservazione.


Marchio: Florio



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MARSALA TERRE ARSE FLORIO 0,5 Lt.
13.69 €


Il vino Marsala: la prima DOC italiana "Un vino liquoroso che dalle coste siciliane ha conquistato prima l’Inghilterra e poi il mondo intero"

Il vino Marsala: la prima DOC italiana Un vino liquoroso che dalle coste siciliane ha conquistato prima l’Inghilterra e poi il mondo intero
Il Marsala DOC è un vino liquoroso ricco e corposo che si presenta, in base alle uve utilizzate, all’invecchiamento e ad altri fattori, in diverse varianti. Una prima distinzione riguarda il colore e l’uva utilizzata: Il Marsala oro e ambra è prodotto dalle uve pregiate Grillo, Catarratto, Inzolia e Damaschino e si presenta di colore chiaro, appunto. Per il Marsala rubino, invece, si utilizzano uve a bacca nera (Pignatello, Nero d’Avola e Nerello Mascalese). Inoltre, in base al contenuto zuccherino, il Marsala può essere secco, semisecco o dolce. A seconda delle lavorazioni e dell’invecchiamento si distinguono poi il Marsala Fine, il Marsala Superiore, il Superiore Riserva, il Marsala Vergine (o Soleras) e il Vergine Riserva. La zona di produzione si estende all’intera provincia di Trapani, con l’esclusione delle isole di Favignana e Pantelleria e del Comune di Alcamo. Marsala-liquore-siciliano-02 Il territorio La Provincia di Trapani (o Libero Consorzio Comunale di Trapani) è la più occidentale tra le province siciliane e occupa quella parte del territorio che culmina nella punta dell’isola che guarda verso ovest. Ad ovest il canale di Sicilia e a nord il Mar Tirreno ne bagnano le coste che da alte e frastagliate diventano basse e sabbiose a sud e verso il capoluogo. Il monte Spalagio, con i suoi 1110 metri primeggia sui monti di Gibellina e sulle altre alture intorno. Le isole Egadi (Favignana, Levanzo, Marettimo) affiorano poco distanti dalla costa ovest. Il comune più popoloso della provincia non è il capoluogo, ma una cittadina di oltre 80 000 abitanti il cui porto affaccia sulla costa occidentale; famosa per lo sbarco dei Mille nel 1860, è dal 1987 Città del Vino: è Marsala, la casa del vino Marsala DOC. Marsala-liquore-siciliano-03 La Storia Quella del vino Marsala è una storia atipica, frutto di una singolare catena di eventi, fatti di affari e commerci. Al centro di questa storia si trova il commerciante inglese John Woodhouse che, nel 1773, dopo essere approdato nel porto di Marsala, si ristorò con il suo equipaggio bevendo il buon vino del luogo. Il vino, che veniva trattato con il metodo di invecchiamento detto perpetuum, piacque all’inglese che decise di portarne qualche botte verso le coste inglesi, dopo aver aggiunto dell’acquavite di vino per preservare il vino nel viaggio. Il successo in Inghilterra fu grande e Woodhouse pensò di tornare in Sicilia per iniziare a produrre lui stesso il vino e fu seguito da altri imprenditori inglesi. Nel 1833 Vincenzo Florio fondò le omonime cantine iniziando la produzione di Marsala in concorrenza con gli inglesi. In poco il vino liquoroso siciliano conquistò il mondo e già nel 1931 si iniziò a provvedere a leggi e regole che proteggessero il prodotto e ne circoscrivessero la zona di produzione. Per gli stessi motivi nacque nel 1963 il Consorzio per la tutela del vino Marsala DOC e fu così che nel 1969 il Marsala divenne il primo prodotto italiano riconosciuto come DOC. Marsala-liquore-siciliano_01 Abbinamenti Dal giallo dorato all’ambra intenso fino ai riflessi rosso rubino, le sfumature del Marsala sono molte e rispecchiano i suoi differenti sapori. Un vino con personalità, ma vario, che si adatta a diversi momenti e a diversi accostamenti. Ecco allora che un Marsala secco, Superiore o Vergine si fa splendido aperitivo, accompagnando egregiamente formaggi dal gusto deciso come Pecorino o Gorgonzola. Allo stesso modo il Vergine Soleras può essere l’ideale accompagnamento di piatti dal sapore deciso, di pesce, di carne o selvaggina, così come di zuppe. Con il dessert poi il Marsala regala forse il suo aspetto migliore. Sono infine molte le ricette nella gastronomia siciliana in cui il Marsala risulta come ingrediente indispensabile, di carne e di pesce.

ARTICOLO- 24/02/2017

NEVE DI LATTE...Ricetta di Alfredo Iannaccone

NEVE DI LATTE...Ricetta di Alfredo Iannaccone
Anticamente la crema chantilly, semplice quanto straordinaria ricetta della vasta pasticceria francese, veniva chiamata anche “Neve di latte”. La ragione è semplice: non ci sono uova, la panna di latte, la panna fresca, monta a neve con il solo aroma dello zucchero a velo e della vaniglia. Qui il titolo della ricetta gioca sul colore predominante, il bianco. Una crema chantilly un pò francese e un pò lombarda, con un innesto di mascarpone che regala un sapore straordinario all’abbinamento panna-zucchero a velo. La base è una frolla, morbidissima, tanto che si fa fatica a capire al palato che non sia un pan di spagna. La base è la farina di mandorle, delicatissima in cottura, con un punto di fumo molto basso. Vengono fuori delle mini tartellette, gustosissime, dove l’aroma delle mandorle regala un gusto particolare perfetto con una crema semplice ma “importante”. Sotto la chantilly c’è uno strato di zabaione a crudo. L’abbinamento panna-mascarpone-tuorlo ricorda i sentori del tiramisù. Il tuorlo monta a crema con lo zucchero e con l’immancabile aggiunta della marsala. Sta nascosto, sotto la crema più densa. Lo zabaione viene posto con un cucchiaino alla base della tartelletta di mandorle. Sopra con la sac-a-poche ecco la nostra “neve di latte”, bella da vedere, particolare al gusto. Il mascarpone ci piace, la sua acidità unita alla panna ricorda un pò la creme fraichè, ma decisamente più dolce. Decoriamo le nostre tartellette con frutti di bosco, che freschissimi lasciamo per 30 minuti nel congelatore. Li tiriamo fuori prima di servirli. E’ come gustare una granita di frutti di bosco: si sente la frutta, si sente il ghiaccio. E’ bello il colore. Li aromatizziamo prima di decorare le tartellette, che nel frattempo avevamo lasciato in frigo già con le due creme, con un liquore, sempre francese, al lampone. Lo Chambord. Il viaggio vi piacerà: la delicatezza di una frolla di mandorle, lo zabaione, la dolcezza particolare della panna con il mascarpone, la frutta servita freddissima, con gli aromi di un liquore al lampone che lasceranno un bel “ricordo” al palato.continua..

RICETTA- 22/03/2013

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